ArchivioSuccesso per i brand del food: i marchi alimentari a diffusione locale crescono più della media +8%

Successo per i brand del food: i marchi alimentari a diffusione locale crescono più della media +8%

di Nunzio Zeccato
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Aziende locali

Le aziende alimentari locali stanno vivendo un momento d’oro in continua crescita. Molto note in alcune aree e quasi sconosciute in altre. Le imprese alimentari locali raggiungono fatturati rilevanti e vendite in crescita dell’8% rispetto al +5,6% del mercato.

Rappresentano il 5,5% del giro d’affari sviluppato da supermercati e ipermercati nei primi 10 mesi del 2020. E sono le aziende che stanno crescendo di più: rispetto allo stesso periodo del 2019. Aumentando le vendite dell’8%, ben al di sopra del +5,6% del mercato totale. Aziende che realizzano almeno il 65% delle loro vendite all’interno di una sola regione. Biscotti, pasta, olio e tanto altro, prodotto da aziende che hanno incentrato il loro interesse nella distribuzione locale.

I campioni del territorio: dai biscotti Gentilini ai formaggi Mauri

Territorialità e regionalismo sono due valori sempre più importanti per le scelte d’acquisto. Due direttrici di sviluppo significative anche per i business aziendali. In particolare per le imprese di maggiori dimensioni. Prendendo in considerazione i primi 40 fornitori “regionali” per fatturato, troviamo i best performer del food: nel 2020 hanno superato i 431 milioni di euro di sell-out, il 10,3% in più rispetto ai primi 10 mesi del 2019.

In Sicilia la pasta Poiatti è un’eccellenza, nel Lazio i biscotti Gentilini, in Puglia il Caffè Quarta è un’istituzione, in Piemonte i salumi Raspini e in Lombardia i formaggi Mauri. Brand che nel resto d’Italia spesso sono poco noti o persino sconosciuti. Eppure si tratta di marchi che sono leader, come 3 Cuochi e Leprotto che appartengono alla stessa azienda, la Bonetti, a cui si deve la creazione nel 1935 del primo zafferano in polvere.

Fattore importante delle aziende locali è la matrice storica (e spesso familiare) oltre al radicamento locale sono determinati per queste aziende. Molte sono centenarie e nella loro lunga storia sono diventate baluardi delle tradizioni territoriali. Come Gentilini, azienda familiare che con i suoi 130 anni, ha chiuso il 2020 con 30 milioni di euro di fatturato. Latteria Soligo, cooperativa con 200 aziende agricole nata nel 1883 e che oggi fattura 72 milioni di euro.

L’espansione oltre la regione delle aziende locali

Latteria Soligo qualche mese fa, ha sottoscritto un contratto di sviluppo con Invitalia del valore di 7,5 milioni di euro per migliorare la sua capacità produttiva. Anche Sgambaro, che dopo 50 anni in cui ha costruito la sua leadership locale e il suo posizionamento di qualità (è stata la prima a certificare l’uso di grano italiano e una delle prime a fare pasta bio), punta ad espandersi. Tre anni fa ha deciso di estendersi in tutta Italia e sui mercati esteri, dove quest’anno è cresciuta rispettivamente del 25% e del 30%, arrivando a 20 milioni di euro di fatturato.

In Sardegna, Arborea, storico leader sull’isola, ha chiuso accordi con 14 nuovi retailer, entrando in altri 1.500 punti vendita, avvicinandoci al traguardo dei 193 milioni di euro di fatturato.

Le aziende non si fermano e puntano anche sull’innovazione in un’ottica di miglioramento della qualità e della sostenibilità dei loro prodotti. Latteria Soligo infatti ha investito 1,8 milioni di euro in progetti di ricerca e sviluppo sui prodotti, realizzati con l’università di Padova, mentre l’azienda Casar (nata nel 1962 e oggi controllata dal Gruppo Isa, leader nella distribuzione in Sardegna) ha potuto certificare le sue conserve di pomodoro, 100% sarde, come “pesticide free” grazie al sistema di controllo di filiera messo a punto con la regione e con l’Università di Cagliari.

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