ArchivioSan Valentino: perchè si regala il cioccolato? Ecco le usanze dal mondo 

San Valentino: perchè si regala il cioccolato? Ecco le usanze dal mondo 

di Nunzio Zeccato
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san valentino cioccolatini

San Valentino, cioccolatini e la festa degli innamorati. Vi abbiamo raccontato del vino dedicato agli innamorati “Amore Protetto“, ma l’amore e il cibo vanno a braccetto da secoli e il prodotto più utilizzato e venduto in questa giornata è il cioccolato. Una vera invasione di dolci, cioccolatini, torte, menù degustati dagli innamorati di ogni angolo del mondo. Ma la festa di San Valentino ha origini molto antiche e in ogni angolo del mondo acquista un sapore diverso. E, quasi sempre, il dono d’amore è legato al cibo.

Storia di San Valentino

La storia di San Valentino è legata a un’antica usanza dei romani che a febbraio cominciavano le celebrazioni dei Lupercali, per tenere lontani i lupi dai campi coltivati. Le celebrazioni si svolgevano con riti propiziatori e sacrifici per invocare la fertilità della terra. La Chiesa, nel 500 d.C. circa, decise di porre fine a questi riti introducendo la figura e il culto di San Valentino. Una leggenda narra che questo vescovo di Terni era solito offrire un fiore colto dal suo giardino alle giovani coppie e un giorno due fidanzati vollero sposarsi con la sua benedizione. Da quel momento si è associata la figura di San Valentino alla festa degli innamorati.

Come si festeggia l’amore nel mondo

Dall’Olanda al Giappone, dalla Finlandia alla Corea, San Valentino si festeggia con tradizioni diverse. In Germania ci si scambiano biglietti d’amore. Mentre in Inghilterra e Olanda si scrivono bigliettini agli amati senza rivelare la propria identità. In Giappone sono le ragazze a regalare i cioccolatini. Salvo essere ricambiate un mese dopo con del cioccolato bianco. Nella Corea del Sud si festeggia allo stesso modo del Giappone, ma si aggiunge il giorno nero, il 14 aprile, in cui chi non ha ricevuto nulla per San Valentino mangerà spaghetti al nero di seppia. In Finlandia San Valentino è il giorno dell’amicizia e si celebra con cenette tra amici a lume di candela. In Svezia ci si scambiano dolcetti. E da noi, in Italia, non deve assolutamente mancare il cioccolato, sebbene pare non ci sia una regola su chi debba regalarlo a chi.

Ma perché si mangia il cioccolato?

In passato il cioccolato era considerato un prodotto molto raffinato e non facilmente reperibile. Era un dono prezioso. Ma ricordiamo anche che è afrodisiaco, dona energia e accende le nostre emozioni positive. Apprezzato da molti, il cioccolato, è perfetto per realizzare una torta o qualche dolcetto. Un modo per comunicare amore ai nostri cari. Un gusto autentico che regala una coccola golosa.

In Italia la storia dei di San Valentino e cioccolatini Baci Perugina

Si dice che il Bacio sia nato dall’idea di Luisa Spagnoli di impastare, con altro cioccolato, i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei dolciumi. Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l’immagine di un pugno chiuso. Dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera. Fu chiamato per questo “Cazzotto”.

Giovanni Buitoni, contemporaneamente amministratore delegato della Perugina e presidente della Buitoni, non convinto che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare denominati “cazzotto”. Volle ribattezzarli con un nome più adatto. Nacque così il “Bacio” Perugina. I primi cartigli apparvero negli anni trenta, anche se Federico Seneca, l’allora direttore artistico dell’azienda, non li ritenne inizialmente romantici come quelli che conosciamo oggi.

Una versione che ha il sapore della leggenda ci racconta che Luisa avesse l’abitudine di scrivere brevi messaggi al suo amante Giovanni Buitoni, avvolgendoli attorno ai cioccolatini che poi gli mandava perché li controllasse. Pare che Seneca ispirandosi alla suddetta inconfessata storia d’amore volle legare per sempre questo dolce pensiero al cioccolatino. Così oggi tra il cioccolatino e l’incarto argentato troviamo ancora un messaggio scritto in varie lingue.

La tradizione giapponese

San Valentino è molto popolare anche in Giappone, e come tutte le feste occidentali importate nel paese del Sol Levante, fu introdotta per fini commerciali. Tutto cominciò nel 1936, quando una ditta dolciaria di Kobe, la Morozoff, cercò di introdurre in Giappone questa festa allo lo scopo di poter vendere qualche cioccolatino in più. Il forte anti-occidentalismo di quegli anni però fece sì che l’iniziativa si risolvesse in un clamoroso fallimento. La Morozoff ci riprovò ancora nel 1952, riscuotendo ancora una volta i medesimi scarsi risultati.

La situazione cambio nel 1958. Quando una ditta di cioccolato di Tokyo, la Mary’s Chocolate Company, riuscì con successo ad introdurre questa ricorrenza. Da allora ha avuto un successo sempre maggiore, specialmente tra i giovani. Ma in Giappone questa festa ha assunto alcune sfumature particolari e uniche rispetto al resto del mondo. Infatti non esiste la consuetudine tra gli innamorati dell’appuntamento romantico, cenando insieme e scambiandosi piccoli doni, ma tutto è legato al solo regalo di cioccolata (niente fiori o altro). L’usanza vuole che siano le ragazze a regalare del cioccolato ai ragazzi. Non solo al proprio fidanzato o marito, anche agli amici ed ai colleghi di lavoro.

San Valentino: I cioccolatini da regalare si dividono in tre categorie: 

Giri-choko. La cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata dell’obbligo”. Sono semplici cioccolatini, comprati nei negozi e regalati in semplici confezioni, senza spendere molto, dalle ragazze a persone verso le quali non si nutre un sentimento amoroso. Come i propri compagni di classe o colleghi di lavoro. Spesso questi cioccolatini vengono regalati per la solita motivazione che condiziona i giapponesi in molti aspetti della loro vita, il seguire ciecamente le convenzioni sociali. Ovvero “tutti lo fanno, è consuetudine farlo, quindi bisogna farlo”, non importa se la convenzione sociale sia dettata da qualche multinazionale dei dolciumi; 

– Tomo-choko, la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata dell’amico”, che è un regalo più sincero, cioccolatini regalati agli amici a cui si vuole bene davvero, talvolta anche alle amiche; 

– Honmei-choko, la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata del prediletto”, cioccolatini che vengono regalati alla persona che si ama, quindi al proprio fidanzato o marito, o a qualcuno di cui si è innamorati e a cui ci si vuole dichiarare o comunque far capire i propri sentimenti. Gli honmei-choko vengono solitamente preparati in casa con le proprie mani e confezionata con cura, oppure comprati nei negozi scegliendo però qualche marca pregiata e costosa e avvolta in confezioni particolari.

San Valentino cioccolatini e le curiosità giapponesi

L’aspetto più curioso del San Valentino giapponese è che i ragazzi non devono dare nulla in cambio, almeno non subito, il momento di ricambiare arriva il 14 marzo, esattamente un mese dopo, in una ricorrenza chiamata “White Day“. Anche questa festa è stata inventata da una ditta produttrice di dolciumi con il solo scopo di vendere e così in questa occasione tutti i ragazzi che un mese prima hanno ricevuto cioccolatini dalle ragazze sono obbligati a ricambiare il regalo.

Inizialmente si ricambiava il regalo ricevuto dalla persona amata con dei dolciumi (tradizionalmente si trattava di cioccolatini, caramelle o biscotti, incartati solitamente con carta bianca, da qui il nome di White Day, “Il giorno bianco”). Ma negli ultimi anni il regalo da ricambiare alla persona amata è diventato molto più costoso del regalo ricevuto un mese prima, solitamente anche tre o quattro volte in più. Viene infatti usata l’espressione sanbai gaeshi, che vuol dire tre volte al ritorno“, e così dai semplici cioccolatini e dolcetti si è passati a regali più costosi (come per esempio biancheria intima e gioielli). Una bella fregatura per gli uomini direi!

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