ArchivioNovità in campo medico: dagli “scarti” del limone un aiuto contro le malattie cardiovascolari

Novità in campo medico: dagli “scarti” del limone un aiuto contro le malattie cardiovascolari

di Nunzio Zeccato
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Limone

Grandi novità in campo medico arrivano dalla Sicilia. Dagli scarti di uno dei prodotti del Sud come il limone nasce la produzione di integratori e nutraceutici contro il rischio cardio-vascolare. L’iniziativa è promossa dall’agenzia di ricerca Enea con la startup Navhetec e l’Agrumaria Corleone (azienda attiva dal 1890 nella valorizzazione della qualità degli agrumi di Sicilia).

Alcuni studi effettuati, in vivo e in vitro, da Navhetec (startup innovativa e spin off accademico dell’università di Palermo) «già nel 2015 hanno dimostrato una forte azione di riduzione della crescita di cellule tumorali». Oltre a studi in corso che «ne evidenziano le proprietà antinfiammatorie».

Come dichiarato a Il Sole 24 Ore, l’Enea ha dichiarato: «nel 2019, a seguito della sperimentazione del sistema brevettato su alcuni volontari sani, è emersa una riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare, quali colesterolo-Ldl e circonferenza vita». Il metodo brevettato, si basa sull’utilizzo della tecnologia “separazione su membrana”, abbinata a successive fasi di incapsulamento ed essiccazione attraverso quella che viene chiamata tecnologia di spray-drying o essiccazione a spruzzo. In questo modo dagli scarti e dai sottoprodotti ottenuti durante la lavorazione del limone si ottengono delle piccolissime sfere ricche di composti bioattivi come acidi nucleici, polifenoli, lipidi e proteine denominate nanovescicole. 

“Il brevetto, utile anche per la formulazione di cibi e bevande con proprietà nutraceutiche. Si ispira al principio zero waste nei processi produttivi. È in grado di rispondere sia a esigenze ambientali che economiche, legate da una parte all’abbattimento dei costi di smaltimento.  Dall’altra alla trasformazione degli scarti agroindustriali in bioprodotti ad alto valore aggiunto”.  A dichiararlo è Paola Sangiorgio, ricercatrice del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi del Centro Ricerche Enea della Trisaia.

Prodotto brevettato derivato dal limone

Il brevetto, come chiarisce l’Enea, è applicabile anche ad altre matrici vegetali. Consente infatti di ottenere un prodotto di facile dosaggio ed utilizzo. Un prodotto ad alta stabilità e conservabilità, facilmente trasferibile su scala industriale, con costi e tempi di produzione ridotti rispetto alle tecniche tradizionali di ultracentrifugazione. L’iniziativa fa parte delle attività di ricerca e sviluppo che l’agenzia porta avanti. La ricerca è all’intero dei programmi per il miglioramento e la sostenibilità dei processi di produzione. Riguarda anche l’applicazione dei principi di economia circolare attraverso l’impiego degli scarti agroalimentari. Processi per ottenere nuovi materiali e intermedi da utilizzare nei settori food e no-food.

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