Ci troviamo in Puglia, poco distante da Lecce e precisamente a Salice Salentino. La storia inizia nel 1665, quando Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei Conti di Lemos, nipote dei funzionari regali spagnoli in Italia e capostipite della famiglia dei De Castris, decise di vendere i suoi possedimenti in Spagna. Investì successivamente il ricavato in oltre cinquemila ettari tra i comuni di Salice Salentino, Veglie, Guagnano, San Pancrazio Salentino e Novoli, dove vi fondò un’azienda vinicola. Un’ azienda che diventerà famosissima nel tempo, soprattutto grazie a Piero e Lisetta Leone de Castris che, furono i primi a imbottigliare i loro prodotti in un’Italia in cui il vino veniva venduto solo sfuso, o al massimo in botti o damigiane.
Le Cinque Rose del Negroamaro
Non si può negare che la sua fama inizia dalla celebre etichetta Five Roses. Ma quale è la storia e da dove deriva il suo nome? Esiste una contrada nel feudo di Salice Salentino che si chiama “Cinque Rose”, nome anche dovuto al fatto che per intere generazioni i Leone de Castris avevano avuto, con incredibile costanza, cinque figli ognuno.
Negli anni ’40, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Salento era invaso dalle truppe Americane impegnate nella risalita della Penisola. Il tenente Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forze alleate, assaggiò il rosato dei De Castris e chiese a Don Piero una grossa fornitura per sé e per le sue truppe di vino rosato, le cui uve provenivano dal feudo Cinque Rose. Ma il generale voleva un Vino dal nome americano, e così decisero di tradurre in inglese il nome Cinque Rose. Nacque quindi il Five Roses, primo rosato mai imbottigliato in Italia.
All’epoca, dato il periodo di guerra, c’era scarsa fornitura di bottiglie di vetro, così Don Piero decise di imbottigliare il suo vino in tutte le bottiglie di birra trovate a Brindisi. Un packaging inusuale che però non impedì al vino di conquistare il mercato estero e riscuotere il suo successo. Da allora il Five Roses è stimato non solo all’estero ma anche in Italia diventando uno dei rosati più famosi a livello internazionale.
La prima annata risale al 1943 ed è ottenuto da viti allevate ad alberello pugliese con una densità di impianto non minore ai 7000 ceppi/ha e resa non massima di 75 q.li/ha. Dopo una soffice pigia-diraspatura, le uve in prevalenza negroamaro, sono sottoposte a macerazione pellicolare per alcune ore ad una temperatura di 7-10°C. Segue poi l’estrazione del mosto fiore per circa il 35% e la fermentazione ad una temperatura controllata di 18-20° C. Il vino affina per due mesi in acciaio e almeno un mese in bottiglia, prima di essere immesso in commercio.
La degustazione
Il vino in degustazione è la versione Anniversario 2017, nato nel 1993 per festeggiare i 50 anni di imbottigliamento del Five Roses, costituita da 80% di negroamaro e 20% di malvasia nera, raccogliendo le uve dei vitigni nati all’epoca dell’armistizio.
Il colore è un rosa cerasuolo, grande brillantezza e vivacità; al naso spiccano note di frutti rossi, mirtilli, ribes, melograno che fanno da sfondo ad una piacevole nota di glicine e rosa canina. Sorso fresco e sapido, ben equilibrato e godibile nella sua persistenza e armonia.
E’ un vino da tutto pasto, da proporre in un aperitivo rinforzato a base di salumi e formaggi freschi, in assoluto sulla burrata. Ottima alternativa sono i risotti ai frutti di mare leggermente rosati, come il campano risotto alla pescatora.
Riconoscimenti
L’annata vintage 2017 ha ricevuto vari premi, tra cui 4 viti AIS, 3 bicchieri Gambero Rosso, ma anche riconoscimenti dalle giurie estere come la medaglia d’oro al Berliner Wine Trophy e Asia Wine Trophy.


