ArchivioIstat: il settore alimentare tiene, export +3%. Ma per il fatturato persi 3 anni

Istat: il settore alimentare tiene, export +3%. Ma per il fatturato persi 3 anni

di Nunzio Zeccato
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IstatPil in picchiata nel secondo trimestre in Italia (a -12,8%). Un calo che non si registrava da 25 anni,  l’Istat. Una situazione preoccupante secondo il Presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara che va fermata. Se il Pil è catastrofico così non è per la produzione alimentare gennaio-giugno che segna un -3,3% contro un crollo della produzione nell’industria nel suo complesso del -18,3%.

Istat: persi 3 anni di fatturato ma continua il trend positivo dell’export 

Incoraggianti i dati del fatturato alimentare di giugno. Benché ancora negativi, segnano una quasi normalizzazione con -1,1% recuperando il -5,8% su maggio. “Una flessione contenuta – commentano da Filiera Italia – rispetto al manifatturiero nazionale. Ma comunque per il settore segnerà un’involuzione che porterà il fatturato indietro di quasi 3 anni”.

Segnali positivi vengono dall’export. Dopo una partenza accelerata nei primi 3 mesi del 2020 (con +9,4%, quasi doppiata la crescita del 2019) si registra oggi un +3% di crescita nel periodo gennaio-maggio, durante il quale l’export totale italiano ha segnato un crollo verticale. “I dati diffusi dall’Istat confermano il balzo indietro del Paese di 25 anni. È la fotografia dello stato di salute del Paese aggiornata con il peso dei mesi più duri, da aprile a giugno”- afferma Claudio Gradara

“A incidere fortemente sulla frenata, come ampiamente previsto, il crollo della domanda interna in tutte le sue componenti, dagli investimenti ai consumi delle famiglie che arretrano rispettivamente del 14,9% e dell’11,3% sul primo trimestre (su base tendenziale, la caduta è del -21,6% e del -17,3%) e rappresenta la cartina tornasole della paralisi che ha colpito l’economia del Paese”– precisa Gradara.

Lo scenario

“In questo scenario si aggiunge anche il quarto mese consecutivo di inflazione in negativo, condizionata sia dal calo del prezzo del petrolio che dalla debolezza della domanda. È un fattore che potrebbe spingere i consumatori a posticipare ulteriormente gli acquisti”.

“Il cammino per la ripresa economica appare dunque ancora lento e incerto: l’autunno sarà decisivo per mettere in atto misure strutturali e dal rapido effetto. Occorre uscire dalla fase di emergenza e dalle misure adottate sino ad oggi e predisporre un piano di intervento strutturale”, conclude Gradara.

Nunzio Zeccato

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