È una partita a scacchi ai danni della ristorazione quella tra Vincenzo De Luca, presidente eletto della regione Campania e Giuseppe Conte, capo del Governo italiano. Chi sono i pedoni? I ristoratori campani, che si vedono nelle mani di un unico giocatore, il governatore De Luca. Un’Italia dichiarata zona “Gialla” nei giorni che vanno dal 21 al 24 dicembre, ma a poche ore dall’apertura della zona “Gialla” il governatore campano dichiara la regione Campania: zona “Arancione” anche durante i giorni sopra indicati.
Insorgono i ristoratori, giustamente, che all’annuncio della zona “Gialla” avevano acquistato materie prime e richiamato a lavorare i dipendenti. Un oltraggio alla dignità dei lavoratori. In molti parlano di “mancanza di rispetto per il lavoro altrui”. In tanti durante la notte sono scesi in strada a Napoli, e in giornata sono previste altre manifestazioni di protesta contro una decisione “assurda” come in molti hanno definito la scelta di Vincenzo De Luca, diramata ieri alle 15.00.
Perchè togliere anche quel minimo di respiro al comparto della ristorazione dopo settimane di chiusura?
Il comparto della ristorazione, già pesantemente in ginocchio dalle restrizioni e dai continui cambiamenti di programma, sta attraversando uno dei periodi più brutti. Un comparto che vede l’Italia protagonista nel mondo. La ristorazione in Italia è uno dei motori dell’economia. In Campania soprattutto il comparto è tra i più redditizi e muove gran parte dell’economia regionale.
In molti non si spiegano l’accanimento contro il settore che sembra essere il capri espiatorio di tutto il problema che riguarda la pandemia da Covid 19, ma non è così. I ristoratori non hanno colpa.
Dietro ogni piatto servito, dietro ogni ristorante ci sono storie di famiglia, ristoranti tramandati da padre in figlio. Nuovi locali, aperti da chi di questo mestiere ne ama ogni singolo sacrificio. Pizzaioli, ristoratori, camerieri, personale di sala di ogni singola categoria, sommelier. Ma anche chi grazie ai ristoranti porta avanti una famiglia, come i fruttivendoli, macellai e tutti i fornitori di materie prime e non solo.

