Quattro giorni tra gli spazi di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, con incontri, presentazioni, laboratori, poesia, cinema, teatro, storia, filosofia e numerosi percorsi dedicati alla lettura.
L’edizione 2026 ruota intorno a “Jesce sole”, antico canto della tradizione napoletana e omaggio a Roberto De Simone e ai cinquant’anni dalla prima rappresentazione de La gatta Cenerentola. Un filo che lega memoria, lingua, cultura e contemporaneità. A Sud Food piace l’idea di una città che per qualche giorno mette al centro i libri e la cultura. Abbiamo quindi provato a partecipare a modo nostro, facendo incontrare due mondi apparentemente lontani, ma che hanno molto in comune.
Perché un libro e un vino richiedono entrambi tempo, curiosità e attenzione. Ecco quindi cinque libri protagonisti del Campania Libri Festival 2026 e cinque vini campani con cui abbiamo deciso di abbinarli.
1. Giùnapoli di Silvio Perrella con un Piedirosso dei Campi Flegrei
Il Festival dedica spazio a Giùnapoli di Silvio Perrella, un libro che attraversa Napoli osservandola da prospettive diverse e raccontandone identità, contraddizioni e trasformazioni. L’abbinamento per noi è con un Piedirosso dei Campi Flegrei.
Un rosso che non cerca necessariamente la potenza, ma freschezza, bevibilità e riconoscibilità territoriale. Un vino profondamente legato al paesaggio napoletano e capace di raccontarlo senza trasformarlo in una cartolina. Proprio quello che dovrebbe fare anche un buon libro dedicato a una città.
2. Mediterraneo. Miti, orizzonti e visioni con un Greco di Tufo
Tra gli incontri del Festival trova spazio anche Mediterraneo. Miti, orizzonti e visioni, con Carmen Pellegrino e Lorenzo Marone, all’interno di un percorso che riflette sul Mediterraneo come spazio geografico, culturale e simbolico. Qui l’abbinamento viene quasi spontaneo: Greco di Tufo.
Un vino capace di unire struttura, freschezza, mineralità e possibilità di evoluzione. Il Mediterraneo, del resto, non è soltanto mare. È incontro, stratificazione, contaminazione e passaggio. Allo stesso modo un Greco di Tufo può cambiare nel bicchiere e mostrare progressivamente sfumature diverse.
3. Il fuoco nero di Alessandra Coppola con un Aglianico del Taburno
Tra gli appuntamenti del Campania Libri Festival figura anche Il fuoco nero di Alessandra Coppola, presentato nell’ambito delle collaborazioni culturali della manifestazione. Per un titolo così scegliamo un vino di carattere: Aglianico del Taburno. Non soltanto per il richiamo immediato del nome. L’Aglianico può essere profondo, tannico, scuro e allo stesso tempo capace di acquisire nuove sfumature con il tempo.
È uno di quei vini che difficilmente si esauriscono al primo sorso. Richiedono attenzione e invitano a tornare nel bicchiere. Esattamente quello che cerchiamo anche in un libro.
4. Meno di zero di Bret Easton Ellis con un Asprinio d’Aversa spumante
Il Festival dedica un appuntamento anche ai quarant’anni dalla prima edizione italiana di Meno di zero di Bret Easton Ellis, uno dei romanzi simbolo della narrativa americana degli anni Ottanta. Per accompagnarlo scegliamo qualcosa di completamente diverso dall’Aglianico: un Asprinio d’Aversa spumante.
Teso, verticale, affilato, dalla freschezza molto marcata. È un abbinamento costruito soprattutto sulle sensazioni: un vino rapido e nervoso per un romanzo che racconta una generazione attraverso inquietudini, vuoti e contraddizioni.
5. Una vita come tante di Hanya Yanagihara con un Taurasi
Tra gli anniversari ricordati dal Campania Libri Festival c’è anche la pubblicazione italiana di Una vita come tante di Hanya Yanagihara.
Qui scegliamo un Taurasi. Non perché esista una regola che imponga vini importanti per libri importanti, ma perché entrambi chiedono tempo. Un Taurasi non è necessariamente un vino immediato. Ha struttura, profondità, tannino ed evoluzione. Alcune bottiglie mostrano il proprio carattere lentamente e possono cambiare molto con l’ossigenazione e con gli anni.
È forse l’abbinamento più contemplativo dei cinque: un libro lungo e complesso e un vino che invita a non avere fretta.
Bromio, un altro sguardo sul vino
E proprio mentre proviamo a far dialogare libri e vino, al Campania Libri Festival c’è chi questo incontro lo pratica già sulla carta. Bromio è una pubblicazione indipendente a cadenza semestrale dedicata alla cultura del vino e del cibo in Italia, raccontati attraverso reportage, testimonianze, ricerca, luoghi e persone.
Un approccio che ci interessa particolarmente perché sposta lo sguardo dal vino inteso soltanto come prodotto al vino come fatto culturale, sociale e territoriale.
Giovedì 1° ottobre alle 16:00, nell’Arena Roberto De Simone del Cortile d’Onore di Palazzo Reale, il Festival ospita l’incontro “Bromio, un altro sguardo sul vino”, con Matteo Gallello e Federica Gatto, moderati da Monica Piscitelli.
Un appuntamento che, in un Festival dedicato principalmente ai libri, ricorda quanto anche il vino possa essere letto, raccontato e interpretato.
Leggere e degustare: due modi per allenare l’attenzione
Naturalmente questi non sono abbinamenti nel senso tradizionale del termine. Nessuna regola stabilisce quale vino bere leggendo un determinato romanzo. È soprattutto un gioco, ma anche un modo per ricordare che leggere e degustare hanno qualcosa in comune: richiedono curiosità, capacità di osservazione e disponibilità a lasciarsi sorprendere.
Dal 1 al 4 ottobre 2026, il Campania Libri Festival offre un’ottima occasione per scoprire nuovi autori, incontrare editori e attraversare alcuni degli spazi più belli di Napoli. Poi, tornati a casa con un libro nuovo sotto il braccio, il vino sceglietelo voi. Magari campano.
Campania Libri Festival 2026
1–4 ottobre 2026
Palazzo Reale di Napoli e Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III
Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale del Campania Libri Festival.


