E se vi dicessimo che il Primitivo, uno dei vitigni più rappresentativi della Puglia, ha in realtà origini fuori dai confini italiani?
Può sembrare un’affermazione provocatoria, soprattutto pensando a quanto questo vitigno sia legato alla tradizione enologica italiana. Eppure, la sua storia è molto più articolata di quanto il nome possa suggerire.
Per comprenderla dobbiamo attraversare oltre due secoli, seguendo un percorso fatto di intuizioni, migrazioni, ricerche scientifiche e persino analisi del DNA.
Una storia che dimostra come il vino sia molto più di ciò che troviamo nel calice: è cultura, territorio e memoria.
La storia del Primitivo comincia a Gioia del Colle
Quando si parla di Primitivo, il pensiero corre quasi inevitabilmente a Manduria, nel cuore del Salento. Eppure, uno dei capitoli fondamentali della storia pugliese di questo vitigno si svolge più a nord, a Gioia del Colle, sull’altopiano delle Murge. Siamo alla fine del Settecento. Secondo la tradizione storica, un sacerdote, don Filippo Indellicati, osserva tra le viti coltivate nel territorio una varietà dalla caratteristica particolare: le sue uve raggiungono la maturazione prima di quelle degli altri vitigni.
Decide quindi di selezionarla e valorizzarla, chiamandola Primativo, nome che richiama proprio questa precocità. Da qui deriva l’attuale denominazione Primitivo.
Nel corso del tempo il vitigno si diffonde in altre aree della Puglia, trovando nel territorio di Manduria condizioni particolarmente favorevoli alla coltivazione e alla produzione di vini di grande concentrazione e struttura.
Ma la selezione avvenuta a Gioia del Colle non coincide necessariamente con l’origine geografica della varietà. Per scoprire da dove provenga davvero dobbiamo spostarci molto più lontano.
Dalla Puglia alla California: l’incontro con lo Zinfandel
Nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano, un’altra uva a bacca nera conquista un ruolo di primo piano nella viticoltura americana. Si chiama Zinfandel.
Coltivato in California fin dall’Ottocento, diventa progressivamente uno dei vitigni più riconoscibili della produzione locale, tanto da essere considerato per lungo tempo una sorta di simbolo dell’identità vinicola californiana.
La sua origine, però, rimane incerta. Il primo importante collegamento con l’Italia emerge nel 1967, quando Austin Goheen, fitopatologo statunitense impegnato nella ricerca viticola, assaggia un vino Primitivo durante un viaggio in Puglia.
Le somiglianze con lo Zinfandel gli appaiono sorprendenti. Non si tratta soltanto di affinità nel carattere del vino: anche l’osservazione delle piante suggerisce che le due varietà possano essere strettamente collegate.
Goheen approfondisce quindi la questione, contribuendo a portare materiale vegetale di Primitivo in California per studiarlo e confrontarlo con lo Zinfandel. È l’inizio di un’indagine destinata a cambiare la storia di entrambi i vitigni.
Il DNA conferma: Primitivo e Zinfandel sono lo stesso vitigno
Per molti anni le somiglianze tra Primitivo e Zinfandel alimentano discussioni e ipotesi. La risposta arriva grazie ai progressi della genetica applicata alla viticoltura. Negli anni Novanta, la genetista Carole Meredith e i ricercatori dell’Università della California a Davis utilizzano le analisi del DNA per approfondire l’identità delle due varietà. Nel 1994 viene confermato ciò che fino ad allora era stato suggerito dalle osservazioni ampelografiche: Primitivo e Zinfandel appartengono alla stessa varietà genetica.
Una scoperta importante, che permette di collegare definitivamente due tradizioni vitivinicole apparentemente lontane. Esiste però una distinzione da conoscere: appartenere alla stessa varietà non significa necessariamente essere lo stesso clone. Nel tempo, infatti, una varietà può sviluppare differenti selezioni clonali, con caratteristiche agronomiche che possono variare.
E naturalmente anche il clima, il suolo, la gestione del vigneto e le scelte di vinificazione contribuiscono a determinare il profilo del vino. Ecco perché un Primitivo pugliese e uno Zinfandel californiano, pur provenendo dalla stessa varietà, possono offrire esperienze di degustazione molto diverse. Ma la scoperta genetica lascia ancora una domanda senza risposta.
Se Primitivo e Zinfandel sono lo stesso vitigno, dove ha avuto origine questa varietà?
Il mistero si risolve in Croazia
Le ricerche si spostano lungo la costa della Dalmazia, in Croazia. Qui Carole Meredith collabora con i ricercatori croati Edi Maletić e Ivan Pejić, dell’Università di Zagabria, alla ricerca di varietà locali che possano chiarire le origini dello Zinfandel. L’indagine richiede anni di lavoro e numerosi confronti genetici.
Una delle piste iniziali riguarda il Plavac Mali, importante vitigno rosso croato, che presenta alcune somiglianze con lo Zinfandel. Le analisi rivelano però che non si tratta della stessa varietà: il Plavac Mali è invece un suo discendente.
La svolta arriva nel 2001. Nell’area di Kaštela, nei pressi di Spalato, i ricercatori individuano alcune rare viti di un’antica varietà locale chiamata Crljenak Kaštelanski. Il confronto del DNA conferma finalmente la corrispondenza con lo Zinfandel e il Primitivo. Il mistero delle origini trova così una risposta convincente: le radici storiche della varietà conducono alla costa dalmata.
E il Tribidrag? Il nome più antico della storia
La ricerca non si ferma alla scoperta del Crljenak Kaštelanski. Gli studiosi approfondiscono documenti storici e testimonianze della viticoltura croata, ricostruendo la presenza di questo vitigno nel territorio attraverso i secoli.
Emerge così un altro nome: Tribidrag.
Le fonti storiche attestano l’utilizzo di questo nome in Dalmazia già nel Quattrocento, molto prima che il vitigno diventasse noto come Primitivo in Italia o Zinfandel negli Stati Uniti. Successive ricerche, comprese analisi su materiale vegetale conservato in erbari storici, confermano il collegamento genetico. Oggi sappiamo quindi che Primitivo, Zinfandel, Crljenak Kaštelanski e Tribidrag sono nomi riconducibili alla stessa varietà di vite.
Un’unica identità genetica, raccontata attraverso lingue, territori e tradizioni differenti.
Stesso vitigno, ma vini diversi: il ruolo del territorio
La parentela genetica non deve portarci a immaginare vini identici. Anzi, proprio il confronto tra Primitivo e Zinfandel permette di comprendere quanto l’ambiente di coltivazione e le scelte del produttore possano influenzare il risultato finale.
In Puglia, il Primitivo trova espressioni differenti tra Gioia del Colle e Manduria. A Gioia del Colle, il contesto collinare delle Murge e le escursioni termiche possono favorire vini caratterizzati da freschezza, buona acidità e profili aromatici che richiamano frequentemente ciliegia, frutti rossi e sfumature floreali.
A Manduria, il clima generalmente più caldo contribuisce spesso alla produzione di vini di maggiore concentrazione, con sensazioni di frutta matura, prugna, confettura e spezie. In California, invece, lo Zinfandel dà origine a una notevole varietà di interpretazioni, dai rossi strutturati e intensi a versioni più fresche e fragranti.
Esiste persino il celebre White Zinfandel, un vino rosato generalmente morbido e spesso caratterizzato da una componente zuccherina residua, che ha contribuito alla popolarità del vitigno presso il pubblico americano. Non si tratta di una differenza genetica fondamentale, ma di interpretazioni enologiche differenti.
Il vitigno rappresenta il punto di partenza. Il territorio e il lavoro dell’uomo contribuiscono a scrivere il resto della storia.
Perché conoscere la storia di un vitigno cambia il modo di degustarlo
Conoscere l’origine di un vino non significa soltanto aggiungere qualche nozione alla propria cultura enologica. Significa imparare a guardare ciò che abbiamo nel calice con maggiore consapevolezza.
Il Primitivo ne è un esempio particolarmente interessante. Un vitigno che ha trovato in Puglia una delle sue espressioni più riconoscibili, che ha costruito in California un’identità completamente diversa e che conserva nella tradizione croata le tracce più antiche della propria storia.
Alla Scuola di Degustazione crediamo che imparare a degustare significhi anche sviluppare la capacità di osservare, confrontare e comprendere queste differenze. Perché due vini prodotti con la stessa varietà possono raccontare storie molto diverse. E forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del mondo del vino.
La prossima volta che assaggerete un Primitivo o uno Zinfandel, ricordate: dietro quei nomi si nasconde una storia che attraversa secoli e continenti. E voi, avete mai avuto occasione di degustarli uno accanto all’altro?


