Per il progetto Diario Estivo dei nostri Sommelier, Ada ci porta dall’altra parte del mondo: nella costa arida di Ica, tra vigne, Pisco ancestrale e l’accoglienza della Bodega Don Fito.
Un Paese da vivere nel piatto e nel bicchiere
Il Perù è una terra di colori, storia e paesaggi che parlano da soli: dalle coste desertiche alle valli andine, fino ai siti archeologici che raccontano civiltà millenarie. È anche un Paese sorprendente per chi ama scoprire il mondo attraverso il gusto: un mosaico di sapori, tradizioni e produzioni locali ancora poco conosciute. Tra queste, spicca un settore in piena rinascita: la viticoltura peruviana, affiancata dalla produzione del distillato più iconico del Paese, il Pisco.
La rinascita del vino peruviano
La coltivazione della vite in Perù risale al XVI secolo, introdotta dai coloni spagnoli. Per secoli la produzione si è concentrata sugli alcolici, in particolare sul Pisco, mentre il vino rimaneva un prodotto secondario. Oggi, invece, il Paese sta vivendo una fase di rinnovamento: non esistono denominazioni, ma molti piccoli produttori stanno puntando su vini identitari, territoriali e sorprendentemente qualitativi. Le principali aree vitivinicole si trovano lungo la costa, soprattutto nelle regioni di Ica e Piura, caratterizzate da climi (sub)tropicali aridi con forti escursioni termiche. È qui che varietà internazionali come Malbec, Tannat, Tempranillo e Borgoña trovano espressioni originali, spesso diverse da quelle a cui siamo abituati.
Bodega Don Fito: storia di una famiglia
Tra i produttori emergenti, un posto speciale lo occupa Bodega Don Fito, piccola realtà familiare situata nei dintorni di Arequipa. L’azienda è nata ufficialmente nel 2019 grazie alla volontà di José Rodolfo Cáceres Tejada, con la madre Carmen e le sorelle, portando avanti l’eredità del padre Rodolfo, detto Fito. Le vigne si trovano nell’area di Ica, intorno ai 400 metri di altitudine. Le uve vengono raccolte esclusivamente a mano, tra febbraio e inizio marzo. In vigna e in cantina prevale un approccio artigianale: grande attenzione alla pulizia, nessun controllo forzato delle temperature, fermentazioni spontanee e affinamenti in serbatoi ermetici da circa 1.100 litri. È un metodo essenziale che privilegia l’integrità delle uve e la purezza del frutto.
Degustazione dei rossi di Don Fito
La visita in cantina è stata anche l’occasione per degustare l’intera gamma dei vini prodotti dalla famiglia, a partire dai rossi più rappresentativi.
- Tannat. Nel calice si presenta con un colore rosso intenso e brillante. Al naso emergono mora, amarena e prugna; in bocca è generoso, con tannini robusti e un’acidità vibrante ma misurata.
- Tempranillo. Color rubino scuro, sfumature violacee. Profuma di frutti rossi maturi e spezie dolci. Il sorso è morbido, avvolgente, con buona persistenza e un carattere molto territoriale.
- Malbec. Concentrato, con venature violacee. Il profilo aromatico spazia da frutti neri a note minerali, cuoio e liquirizia. È un vino complesso, possente ma equilibrato, dove acidità e tannino lavorano in armonia.
Questi vini si rivelano compagni ideali della cucina tradizionale peruviana, ricca di piatti di carne e sapori intensi.
I vini dolci: Borgoña e Mistela
La degustazione è proseguita con due etichette a fine pasto.
- Borgoña. Indicato come semi-secco, al gusto risulta molto abboccato. Rubino chiaro, profuma di fragola e lampone ma rivela un corpo non perfettamente bilanciato: l’acidità e una leggera nota volatile prevalgono sul tannino. Un vino conviviale, semplice, immediato.
- Mistela. Un vino liquoroso ottenuto da mosto d’uva Borgoña non fermentato e due tipi di Pisco (Italia e Torontel). Dolce, aromatico, ideale con dessert ai frutti rossi, come una cheesecake.
Le tre anime del Pisco
La cantina produce anche il distillato più famoso del Perù nelle sue tre tipologie tradizionali, tutte presenti in degustazione.
- Pisco Torontel: floreale, con note di frutta esotica (mango).
- Pisco Italia: più vegetale e agrumato, con riconoscibili note di menta e lime.
- Pisco Quebranta: non aromatico, robusto, simile alla nostra grappa; perfetto per cocktail come il Pisco Sour.
In chiusura, una sorpresa: il Macerato de Menta, intenso e fresco nonostante l’alcolicità importante, una vera espressione creativa della Bodega Don Fito.
Un Paese da gustare senza fretta
L’accoglienza dell’azienda e la varietà dei prodotti degustati hanno reso l’esperienza un’immersione totale nei sapori del Perù. Assaggiare, annusare, conoscere il lavoro di una famiglia che produce vino con passione permette di scoprire un Paese attraverso la sua anima agricola e conviviale.
Il Perù è davvero un luogo da vivere, gustare e degustare: un viaggio che arricchisce lo sguardo e il palato, lasciando la curiosità di tornare e scoprire ancora. Ada D’Urso
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