Per il progetto Diario Estivo, realizzato al termine dell’esame del Corso Sommelier di Scuola di Degustazione, ho voluto raccontare un territorio attraverso la sua enogastronomia autentica. Ecco a voi una lettura semplice, genuina e profondamente legata alle radici del Cilento. Anna De Martino
La Maracucciata: un’antica tradizione del Cilento
La Maracucciata è uno dei piatti più antichi di Lentiscosa, frazione di Camerota nel cuore del Cilento. Una ricetta contadina che attraversa i secoli, tramandata come si tramandano le cose preziose: senza fretta e senza cambiarle troppo, lasciando che continuino a raccontare il territorio.
Il piatto prende il nome dal suo ingrediente principale, il maracuoccio, un legume raro e irregolare, simile a un pisello molto piccolo. Viene coltivato da gennaio a marzo sui terreni collinari, asciutti e assolati, e raccolto tra giugno e luglio. In passato era considerato un legume “povero”, spesso usato come mangime per il bestiame, mentre oggi è diventato un prodotto identitario del territorio. Nel 2016 il Maracuoccio di Lentiscosa è diventato Presidio Slow Food, riconoscimento che ne tutela storia, provenienza e produzione. Il Cilento ne conta circa una ventina, a testimonianza di una biodiversità agricola unica.
La Maracucciata si prepara con una sorta di polenta composta al 50% da farina di maracuoccio e al 50% da un mix di farine di grano, fave, mais e ceci. La cottura è lenta, in acqua salata, finché la crema non diventa compatta e morbida. Viene servita tradizionalmente con crostini di pane rosolati in olio, aglio, cipolla e peperoncino, un condimento semplice ma ricco di profumi.
Ho avuto modo di assaggiarla a La Cantina del Marchese, ristorante di Marina di Camerota che custodisce con cura la cucina tradizionale cilentana. L’atmosfera richiama le vecchie osterie di fine Ottocento e anche lo staff indossa abiti ispirati a quell’epoca. Sul menu è riportata la storia del piatto e persino i nomi degli antichi arnesi utilizzati per prepararlo.
La versione che ho scelto era accompagnata da una minestra di ceci e fagioli e dai classici crostini. Non essendoci possibilità di scegliere un vino in bottiglia, ho immaginato due abbinamenti appartenenti alla stessa terra: un rosso ed un bianco del Cilento.
Analisi del piatto e abbinamento vino
La Maracucciata è un piatto dal carattere umile ma sorprendente, costruito su una base cremosa di legumi e farine che rivela al palato una leggera tendenza amara, tipica del maracuoccio, bilanciata da una nota di dolcezza naturale dovuta agli amidi. Il condimento con olio extravergine, aglio e peperoncino aggiunge profumi rustici e una punta aromatica piccante, mentre la consistenza complessiva è corposa e decisamente contadina. Nel ristorante veniva servito soltanto vino della casa, ma ho voluto immaginare un abbinamento più ragionato scegliendo due vini cilentani che apprezzo sempre molto: uno rosso ed uno bianco.
Con un Aglianico del Cilento giovane l’incontro è spontaneo. La sua freschezza e il frutto scuro alleggeriscono la parte più cremosa del piatto, mentre il tannino sottile dà ritmo senza coprire. Le sfumature speziate del vino si intrecciano con gli aromi dei crostini creando un abbinamento intenso, diretto, molto territoriale.
Per chi preferisce una linea più delicata, funziona benissimo anche un Cilento DOC Bianco, soprattutto nelle versioni con prevalenza di Fiano. La freschezza agrumata pulisce il palato dagli amidi e lascia emergere il sapore autentico del maracuoccio. Il finale leggermente sapido accompagna con armonia la natura rustica del piatto.
Assaggiare la Maracucciata significa scoprire un pezzo di storia cilentana e comprenderne il legame profondo con la terra. Un piatto semplice, ma capace di raccontare tutto.
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