CulturaSunrise, una IGA tra Cistecca, Syrah di Cortona e anima flegrea

Sunrise, una IGA tra Cistecca, Syrah di Cortona e anima flegrea

Una visita al Sunrise di Bacoli tra amicizia, cistecca e la nuova IGA nata dal mosto di Syrah di Stefano Amerighi: quando la birra artigianale incontra la cultura del vino.
sunrise-sybilla-syrah-birra-cortona-stefano-amerighi

Condividi su:

Una visita nata come si torna dagli amici

Ci sono luoghi in cui non si entra soltanto per sedersi a tavola. Si entra perché fanno parte di una memoria condivisa, di una geografia affettiva fatta di sapori, incontri e storie che si tramandano. Sunrise è uno di questi luoghi. Per chi conosce i Campi Flegrei, non è semplicemente un pub o una birreria, ma un pezzo di racconto collettivo fatto di ricerca, tradizioni e connessioni.

Quando sono passato a trovare Davide e Mariangela, l’idea non era quella di scrivere qualcosa: ero andato lì per mangiare qualcosa in tranquillità, come si fa quando si torna in un posto familiare. Con Davide e con il gruppo del Sunrise c’è anche un legame personale: alcuni di loro hanno seguito corsi birra e momenti di formazione con la Scuola di Degustazione; negli anni c’è stato un confronto diretto, fatto di assaggi, domande ed entusiasmo.

Quella sera Davide mi ha proposto di assaggiare la loro nuova birra. Nessuna presentazione costruita, nessun racconto forzato. Solo un invito semplice: “Assaggiala”. Ed è proprio in questi passaggi informali che si capisce se un progetto nasce da un’idea autentica.

Da Monte di Procida a Bacoli

La storia del Sunrise parte da Monte di Procida e continua oggi a Bacoli, negli spazi dell’ex Sibilla Garden. Un passaggio importante, perché il locale ha cambiato casa senza perdere identità.

Sunrise Ex Sibilla Garden resta, prima di tutto, un’istituzione per la cistecca: un prodotto nato dall’incontro tra cultura americana e sensibilità locale, diventato negli anni uno dei simboli gastronomici più riconoscibili dell’area flegrea. Da questa storia nasce oggi un nuovo percorso: raccontare il locale non solo attraverso il cibo, ma anche attraverso le birre beer firm in cui il locale investe da diversi anni.

La scelta dell’Italian Grape Ale

La birra assaggiata è una IGA, ovvero Italian Grape Ale, uno degli stili più rappresentativi della nuova identità brassicola italiana. Una birra che mette in relazione due mondi: il malto e l’uva, la fermentazione birraria e la cultura del vino.

Nel caso del Sunrise, la scelta assume un valore ancora più preciso perché il progetto nasce con il mosto di Syrah coltivato a Cortona da Stefano Amerighi, uno dei riferimenti più autorevoli per questo vitigno in Toscana. Inserire quel mosto in una birra significa assumersi una responsabilità: non basta citarlo, bisogna farlo dialogare con malto, lievito, corpo e bevibilità.

Stefano Amerighi coltiva Syrah a Cortona dal 2002. Non un vitigno qualunque scelto per moda: quella zona l’ha cercata lui stesso, dopo diversi viaggi nella Valle del Rodano per studiarne cloni e tecniche di vinificazione, individuando in quelle due colline esposte a sud-sudovest il terroir giusto per il suo progetto. Un pedigree che rende ancora più significativa la scelta del Sunrise di partire proprio da questo mosto.

L’assaggio: una IGA accessibile, ma con carattere

Il primo elemento che colpisce è la bevibilità. Spesso le IGA sono birre di ricerca, destinate ad una nicchia ristretta di appassionati, con spinte acide importanti ed aromi non sempre immediati. In questo caso, invece, la birra mantiene un profilo più ampio, comunicativo ed adatto anche ad un pubblico meno abituato allo stile.

Il mosto di Syrah dà carattere senza portare la bevuta verso eccessi. La nota aromatica è presente, ben inserita, con richiami di frutta scura e spezie che accompagnano il sorso senza appesantirlo. Rispetto ad altre IGA assaggiate negli anni, questa convince soprattutto per il contesto in cui nasce: una birra pensata per stare a tavola, accanto alle preparazioni più iconiche del locale.

Nel confronto con Davide è emersa anche una possibile direzione futura: valorizzare ancora di più alcune note tipiche del Syrah, in particolare la componente speziata e leggermente pepata, che potrebbe dare ulteriore personalità al progetto. Ma è il tipo di margine che una prima produzione deve avere.

Un progetto su cui continuare a investire

Questa IGA è un primo passo convincente. Non vuole essere una birra per pochi curiosi, ma una proposta identitaria, gastronomica e capace di parlare ad un pubblico più ampio. È un progetto su cui Sunrise Ex Sibilla Garden dovrebbe continuare ad investire, perché racconta un’altra delle loro piccole grandi evoluzioni: dalla cistecca alla birra, dal Monte di Procida a Bacoli, dalla cultura americana al vino italiano.

Da settembre, con i nuovi corsi ed i nuovi appuntamenti della Scuola di Degustazione, potrebbe nascere anche una serata dedicata proprio a questo incontro: le birre Sunrise, i vini di Stefano Amerighi ed alcune preparazioni del locale pensate in abbinamento. Un evento capace di unire il pubblico del Sunrise ed i nostri associati intorno ad una degustazione diversa, concreta e profondamente flegrea. Tenetevi pronti!

Iscriviti alla newsletter

Resta aggiornato su articoli, eventi o novità.

0
    0
    Il tuo carrello
    Il carrello è vuotoScopri le nostre attività