Un po’ di Storia
Circa 25.000 anni fa, il Vesuvio non appariva come lo vediamo adesso: una montagna a due cime che domina il golfo. Esso era un solo monte alto circa 3000 metri, che dopo l’eruzione del 79 d.C. collassò creando il complesso vulcanico di oggi chiamato “Somma-Vesuvio”. Il Monte Somma, chiamato così per il paese di Somma Vesuviana situato alle sue falde, è un rilievo montuoso che rappresenta l’attuale versante settentrionale di questo complesso vulcanico.
Qui c’è una località che si chiama Olivella dove si trova una sorgente, chiamata appunto “Sorgente dell’Olivella”. La quale faceva parte dell’acquedotto che riforniva l’acqua al Palazzo Reale di Carlo di Borbone a Portici. Nei pressi di questa sorgente venne trovata un’anfora di terracotta sulla quale c’era una scritta: “Sex Cati Fest”, che sta per Sextus Catius Festus. Presumibilmente il nome di un vinificatore, affiancato da raffigurazione di una stilizzazione della foglia di vite, che ricorda un cuore, diventata poi il logo dell’azienda Olivella di cui vi parleremo oggi.
L’azienda Cantine Olivella
Cantine Olivella, nasce nel 2004, proprio nella zona di cui vi abbiamo raccontato precedentemente, a nord-ovest del Monte Somma. Siamo stati in azienda con la guida di Ciro Giordano, uno dei fondatori e Presidente del Consorzio dei vini del Vesuvio, che con la sua passione ci ha raccontato la storia del territorio e i suoi obiettivi futuri.
L’azienda comprende 12 ettari di vigneto tra i comuni di Somma Vesuviana, Pollena Trocchia e Sant’Anastasia, dove appunto ha sede l’azienda, posizionati tra 300 e 650 metri di altezza sul livello del mare. Qui vengono coltivati: olivella, aglianico, piedirosso, sciascinoso e guarnaccia nera come vitigni a bacca rossa, caprettone e catalanesca a bacca bianca.
Queste vigne giovano delle caratteristiche del terreno più chiaro, più fertile e più sabbioso rispetto all’altro versante del monte. Inoltre subiscono sia l’influenza del mare che della montagna, che donano al loro vino una grande sapidità, freschezza e mineralità, insieme a un’ottima longevità.
La particolarità di questi vigneti è quella di essere a piede franco e coltivati con agricoltura biologica, eliminando concimi chimici, utilizzando la tecnica del sovescio e le concimazioni organiche solo se necessario, e gestendo manualmente tutte le operazioni in vigna, compresa la raccolta.
Nel loro vigneto sono presenti alberi di salice, e la legatura delle viti viene effettuata proprio con rami essicati di questi alberi, evitando così la plastica, principio che rende forte e chiaro l’idea di ecosostenibilità dell’azienda, che dimostra grande sensibilità nei confronti dell’ambiente.

Catalanesca, l’uva nostra
Lo slogan dell’azienda è: “Catalanesca, l’uva nostra”. La Catalanesca fu importata in Campania nel 1450 dalla Catalogna, da Alfonso I di Aragona e fu impiantato sulle pendici del Monte Somma. All’epoca non ne era consentita la vinificazione, nonostante da sempre i contadini la trasformassero in vino. Nel 2006 è stata ufficialmente autorizzata la vinificazione di questo vitigno e nel 2011, grazie al consorzio, si è arrivati finalmente al riconoscimento della denominazione IGP Catalanesca del Monte di Somma.
La degustazione presso le Cantine Olivella
Dopo aver visitato l’azienda, ci siamo dedicati alla degustazione dei loro prodotti. Abbiamo scelto di degustare due vini da Catalanesca e due vini da Piedirosso, vinificati e affinati in modo diverso per poterne cogliere le differenze e le particolarità.
“Kata’” Catalanesca del Monte Somma IGT 2018

“Summa” Catalanesca del Monte Somma IGP 2017

“Vipt” Vesuvio Rosso DOC 2017

Vesuvio Rosso DOP 2017

Contatti Cantine Olivella
Azienda Agricola Cantine Olivella
Via Zazzera, 14
80048 Sant’Anastasia (NA)
www.cantineolivella.com



